Roma - Si concludono al Circeo, con una conferenza organizzata da Slow Food, le Settimane europee della Pesca 2012 promosse dalla coalizione OCEAN2012.

La pesca eccessiva svuota gli oceani e rischia di affondare la flotta europea dei piccoli pescatori, i soli capaci di garantire tecniche di cattura sostenibile. A chiusura delle Settimane europee della Pesca, promosse da OCEAN2012 per tutta l’estate 2012 in Italia e in Europa con l’appello “Fermiamo la pesca eccessiva o la pesca si fermerà”!

Associazioni ambientaliste, diving, organizzazioni di pescatori e semplici cittadini hanno dato vita a oltre 40 eventi in 11 Paesi europei organizzando mostre, convegni, foto di gruppo e attività di sensibilizzazione in Italia, Spagna, Danimarca, Grecia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Polonia ecc, per incoraggiare e spronare i rappresentanti politici dell’UE ad adottare misure in grado di fermare la pesca eccessiva e il saccheggio degli oceani.

In Italia sono stati molti gli eventi promossi dai membri italiani di OCEAN2012, dalla Liguria, alla Campania fino alla Sardegna sono state organizzate attività di sensibilizzazione in spiaggia, convegni, mostre fotografice e foto gruppo per chiedere la fine della pesca eccessiva.

Ultima iniziativa a conclusione delle Settimane europee l’incontro organizzato da Slow Food  con il patrocinio del Comune di San Felice Circeo che si terrà sabato 25 agosto (ore 19.00) per discutere di pesca eccessiva e Riforma della Politica Comune della Pesca con la partecipazione dell’on.le Guido Milana, vicepresidente della Commissione Pesca del Parlamento Europeo, OCEAN2012 e Legambiente.

I dati sullo stato di salute delle risorse ittiche sono chiari: degli stock valutati nelle acque europee risultano sovrasfruttati il 72% e l’82% di quelli del Mediterraneo; più del 20% ha oltrepassato i limiti biologici di sicurezza; negli ultimi 60 anni gli stock di pesci di grandi dimensioni hanno subito un calo del 90% ed esiste il rischio di arrivare al collasso di tutte le specie pescabili in meno di 50 anni.

La causa di tutto ciò è la pesca eccessiva, imputabile a tecniche di cattura distruttive e insostenibili. La pesca a strascico, per esempio, impiega reti con un’apertura fino a 23.000 mq, l’equivalente di 4 campi da calcio; quanto basta per contenere 13 jumbo-jet, o più comunemente più di 500 tonnellate di pesce. Di queste 500 tonnellate molte sono considerate bycatch, vale a dire esemplari di specie marine non destinate alla pesca e catturate accidentalmente. Generalmente l’80-90% delle catture delle reti a strascico per i gamberetti viene rigettata a mare, ormai morto.

“La Riforma della Politica Comune della Pesca, in discussione in UE, rappresenta un’occasione imperdibile per invertire questo trend negativo. Due misure andrebbero adottate da subito: creazione di aree interdette ‘permanentemente’ alla pesca e puntuale pianificazione degli spazi marittimi. Sostenere la pesca artigianale che caratterizza il Mediterraneo e promuovere la sostenibilità ambientale dell’intero settore è una delle strade da percorrere per favorire il ripopolamento di stock ormai al collasso.  Dobbiamo ricordarci, dopo tutto, che il futuro dei pescatori e dell’alimentazione umana dipende essenzialmente dal futuro dei pesci".

Guido Milana, vice-presidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo

“Anche quest’anno, per tutta l’estate, abbiamo voluto tenere accesi i riflettori sulla condizione allarmante dei nostri mari e delle specie che li popolano, chiedendo ai cittadini di far sentire la propria voce per chiedere ai decisori politici dell’UE di mettere l’ambiente e la salute dei mari al primo posto: la sostenibilità ambientale è infatti il pre-requisito fondamentale per garantire la sostenibilità economica e sociale della pesca e delle comunità che dipendono da essa. L’industria della pesca è finanziata con milioni di euro provenienti dai fondi pubblici comunitari. Soldi dei contribuenti, cioè nostri, serviti fino ad ora a svuotare il mare e incoraggiare una pesca distruttiva che rischia di non avere più un futuro”.

Serena Maso, coordinatrice nazionale di OCEAN2012

L’incontro organizzato da Slow Food 

"Pescatori di piccola scala: un’altra specie in estinzione" (PDF)

si terrà sabato 25 agosto  - ore 19.00 – Piazza Lanzuisi  - San Felice Circeo

Partecipano:

  • Tommaso Iacoacci, Coordinatore Provinciale Slow Food
  • Serena Maso, Coordinatrice Nazionale OCEAN2012
  • Guido Milana, Vice Presidente Commissione Pesca - Parlamento Europeo
  • Sebastiano Venneri, Dirigente Nazionale Legambiente
  • Il Comune di San Felice Circeo

Per la stampa disponibili foto e video

OCEAN2012 è una coalizione di organizzazioni unite dalla volontà di trasformare la Politica europea della Pesca per fermare la pesca eccessiva, mettere fine alle pratiche di pesca distruttive e conseguire un giusto ed equo utilizzo di stock ittici in buona salute.

OCEAN2012 è stata promossa ed è coordinata dal Pew Environment Group, il ramo del Pew Charitable Trusts che si occupa di tutela dell’ambiente, un’organizzazione non governativa e che ha tra i suoi obiettivi la fine della pesca eccessiva nelle acque di tutto il mondo.

I membri italiani di OCEAN2012 sono: CTS, 5Terre Academy, FIPIA, Fondazione Cetacea, GAS Pavia, Green Life, GRIS, Legambiente, MedSharks, Marevivo, Posidonia Project Carloforte, Oceanus onlus, Slow Food International, Stazione Zoologica Anton Dohrn, Tethys Research Institute.

Ufficio stampa

Mariateresa Alvino
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